Cari colleghi, (perché questo siamo e saremo vero? Qualcuno ha dubbi da sollevare?) avevo sinceramente deciso di non commentare, perché diciamocelo, i social network si prestano a spiacevoli misunderstanding, ma come dice Laura qualche post sopra rabbrividisco a leggere alcuni commenti.
Ebbene sì direi che rabbrividire è il termine esatto, perché qui – e perdonatemi se la butto un po’ sull’etica – stiamo parlando di un gruppo di studenti, è vero, ma a mio parere stiamo parlando soprattutto di futuri medici. E ora vi spiego perché faccio questa distinzione.
A mio parere si è perso di vista il punto focale: noi non siamo solo chiamati ad essere “studenti meritevoli”, ma al contrario di altre categorie siamo chiamati a “studiare per essere buoni medici”. Non penso di essere tra gli studenti meritevoli, ma penso sicuramente di essere tra quelli fortunati. Quelli che hanno avuto la fortuna di avere genitori in grado di pagare l’intero corso di studi senza essere costretti a lavorare, quelli che non si sono scontrati con forza con la vita e le sue sfighe, ma anche con la vita in generale.
Non mi sento assolutamente di giudicare come più meritevole nessuno di noi. Penso che chiunque si sia fatto il culo e abbia fatto le proprie scelte, in scienza e coscienza.
On February 09 2012